
A
Pesaola viene affiancato
Monzeglio non essendo
il primo dotato di patentino per allenare in serie B (anchese
la deroga arriverà alla 3^giornata di campionato).
Dopo la vittoria in Coppa Italia ed il ritorno in Serie A
Lauro nega il premio promozione sia al tecnico (poi erogato
al 50%) che ai giocatori. Il
Presidente continua nel suo
atteggiamento di ripicca verso i napoletani "traditori"
(non aveva ottenuto il successo elettorale sperato), ripetendo
sempre che non ha quattrini per il Napoli. Dopo innumerevoli pressioni
e dopo le cessioni di
Greco II,
Bodi,
Simoni e
Costantini, vengono presi l'argentino
Rosa (in
prestito) ed il brasiliano
Jarbas
Faustinho
Cané (costato soltanto $ 4.000 al mediatore e,"
si
dice", scelto da Achille
Lauro su fotografia,
tra un certo numero di calciatori di colore dell'
Olearia, per il solo fatto d'essere più "nero" degli altri,
e che per questo avrebbe fatto "più paura" ai
difensori avversari); vengono promossi in prima squadra il portiere
Pomarici ed i giovani centrocampisti
Montefusco e
Juliano (
vedi
foto). Tra gli episodi particolari, da ricordare il
6/1/63,
durante
Napoli-Torino, un petardo scoppia sotto la panchina
azzurra tramortendo
Monzeglio, e
Napoli-Roma 3-3
con ben
5 rigori assegnati dall'arbitro
Campanati.
L'illecito dell'anno è in
Milan-Napoli, prima della
quale tutti i giocatori assunsero una razione di simpamina pochi
minuti prima di sapere che quel giorno si sarebbe effettuato il
controllo anti-doping. Risultarono sette giocatori positivi al
controllo, ma soltanto quattro furono squalificati per quattro
turni, dal 31/3 al 21/4 (alcune provette furono "casualmente"
esposte al sole per troppo tempo):
Molino,
Tomeazzi,
Rivellino (
vedi
foto) e
Pontel. Nelle ultime quattro partite si
assiste al crollo della squadra anche se il momento più
triste è vissuto in
Napoli-Modena. Quel giorno era
in corso una tornata elettorale per cui le forze dell'ordine allo
stadio erano davvero poche. Qualche errore di troppo dei giocatori
azzurri, qualche svista arbitrale (
Campanati, di nuovo)
ed il patatrac fu inevitabile: utilizzando dei grossi cartelloni
pubblicitari come ponti per scavalcare il fossato, una marea inferocita
si riversò in campo, spezzando le traverse, e sradicando
i pali delle porte. Risultato:
62 feriti, 148 fermati,
130 milioni di danni e 4 giornate di squalifica. Fu retrocessione
con
16 sconfitte,
27 punti, 59 gol al passivo
e soltanto 35 realizzati.